Nicola Salvatore - Rolli days 2011

Dal 21 maggio 2011 Al 22 maggio 2011

Quest'anno la Cerruti Arte in occasione di Rollidays presenta un opera sciltorea di Nicola Salvatoreinstallata nell'ingresso di palazzo Pantaleo Spinola per la prima volta aperto alla manifestazione.

Palazzo Pantaleo Spinola 
via Garibaldi 2

Eretto dall’architetto Bernardo Spazio per Pantaleo Spinola e proseguito poi da Pietro Orsolino
fino alla fine dei lavori, nel 1558, oggi è sede di una banca.
Sulla facciata, dalle linee assai semplici, movimentata dal ritmo delle finestre, dall’aggetto
dei balconi e soprattutto dal portale sormontato da due statue marmoree, allegoria della
Prudenza e della Vigilanza. Il piano terreno è riccamente affrescato con episodi biblici realizzati
nei primi decenni del ’600 da Giovanni Carlone e dal fratello Giovanni Battista. Di
notevole pregio la bussola a vetri, realizzata nel 1923, in forme Déco. Nel salone del piano
nobile, al quale si accede salendo un elegante scalone, la volta fu affrescata a fine Seicento,
con un soggetto mitologico raffigurante l’offerta a Giove delle chiavi del tempio di Giano,
dal genovese Domenico Piola e dall’emiliano Paolo Brozzi, specialista in quadrature prospettiche.
Dal salone si accede alla terrazza, nel cui ninfeo si trovava un tempo il celebre gruppo
marmoreo raffigurante il "Rapimento di Elena" uno dei capolavori della scultura barocca
eseguito dal marsigliese Pierre Puget e oggi conservato nel Museo di Sant’Agostino.

Nicola Salvatore
“PIÙ FORTE”
scultura in ferro e alluminio
Il ferro è uno degli “elementi” fondamentali dell’alchimia plastica di Salvatore. La peculiare
forza cruda di questo metallo è imbrigliata in una sequenza di 18 scansioni quadrangolari,
perfettamente identiche e minimali, scompaginate da una ondata di energia. La memoria
iconografica della balena è affidata all’alluminio, altro elemento confidenziale per Salvatore,
ma il matrimonio con il ferro implica un sacrificio: la stessa onda sismica che muove i blocchi
geometrici si propaga sul cetaceo, scomponendone ritmicamente la figura.
L’imponenza della struttura offre poco spazio a divagazioni decorative, la sua presenza è
prepotente, statuaria. E pur si muove, colpita da energie e forze cosmiche che non accettano
una rigidità inflessibile. Salvatore crea questa scultura sfruttando un consolidato sistema binario,
che da una parte si appoggia ad una matrice minimalista condensata dalla forza primitiva
del ferro, sulla quale l’icona mitologica della balena può raccontarsi in svariate soluzioni
materiche.