RED
opere in rosso
Cerruti Arte in occasione di START giovedì 30 settembre alle 18.00 presenta
RED opera in rosso a cura di Luisa Castellini Senza fuoco non ci sarebbe luce o purificazione. Senza rosso creazione e quindi vita e passione, ma il colore del sangue significa anche ferita e agonia. Perché il colore è una forza simbolica che racchiude nella sua ambivalenza altro da sé tra memoria, esperienza e intuizione, secondo tempi e latitudini. Perché il rosso è scacco nella lotta tra luce e tenebra. Accardi, Dorazio, Nitsch, Mathieu, Staccioli e molti altri artisti per scoprire l’Opera al Rosso nel contemporaneo.Opere di: Carla Accardi, Arman, Agostino Bonalumi, Marco Casentini, Omar Galliani, Hermann Nitsch, Giuseppe Maraniello, Georges Mathieu, Morago, Eliana Petrizzi, Arnulf Rainer, Raffaele Rossi, Mauro Staccioli, Emilio Scanavino, Ben Vautier.
Sussurriamo una i con Rimbaud: «I, porpore, rigurgito di sangue, labbra belle Che ridono, di collera, di ebbrezza penitente» per ricordare che le vocali sono colore. Così le parole, che hanno un corpo: ma ci sono luoghi dagli inverni così rigidi – racconta Pantagruel per placare i compagni di viaggio atterriti dal suono di spade, urla e nitriti – dove gelano prima di essere udite. «Ecco, ecco – disse Pantagruel. Guardate queste, che non sono ancora sgelate. E gettò a piene mani sul ponte parole rapprese che sembravano confetti perlati di diversi colori. Vi trovammo parole di gola, parole di sinopia, parole di cobalto, parole di sabbia e parole dorate».
Con Red - L’opera al rosso ci volgiamo alle parole di gola, che per Rabelais sono, sulla scorta dell’araldica, parole di rosso, pensando che se il colore è una lingua, di certo l’arte è una delle sue storie più amate e viceversa. La visione, del resto, non si conclude, ma trova il suo la proprio nella percezione, per dispiegarsi in una delle più straordinarie sinestesie. Così colore è luce, materia e occhio. Viatico volumetrico, tattile, termico, acustico e olfattivo. Fidato custode di credi, blasoni e ideologie. Perché il colore è e si dà in termini polisemici. È simbolo, amante dell’immagine: gioca su valenze opposte, è disponibile a continue investiture e conseguenti interpretazioni secondo tempi, latitudini e tradizioni. È inesauribile: distingue e organizza, induce a lasciarsi pensare solo in relazione all’altro. Ha un’azione sensibile e morale per dirla con Goethe; è un’idea primordiale, musica divenuta luce, parafrasando Itten.
Così «se si dice “rosso” (il nome di un colore) e ci sono cinquanta persone che ascoltano, ci si può tranquillamente aspettare che abbiano in mente cinquanta tipi di rosso. E si può essere sicuri che tutti questi rossi saranno molto diversi» ci conferma Albers all’inizio dei suoi Esercizi per imparare a vedere.
Cerchiamo, quindi, questa diversità, nel contemporaneo. E allora che Red - L’opera al rosso sia un esercizio. Nessuna distrazione, ma la volontà di scoprire dove ci conduce il rosso nelle opere di alcuni maestri dell’arte contemporanea. Alle spalle abbiamo il “nostro” rosso, che è forza e azione. Sangue e quindi vita e morte. Trasformazione della materia, come ben sapevano gli alchimisti. Per alcuni è il primo colore distinto con chiarezza dai bambini: di certo è quanto ci conduce nel ciclo della vita, mortale, mitica o mistica che sia. Dioniso, Eros, ma anche Maria Maddalena. Per non dire dell’altro lato della medaglia: gli Inferi. Rosso è Rubens, Caravaggio e la rivoluzione. Pompei e Matisse. Ma non solo. Che cos’è il rosso in Carla Accardi? E in Hermann Nitsch? E, ancora, in Piero Dorazio? Scopriamo quindi quanti altri significati sono celati e detonati all’interno del rosso. Scopriamo, allora, l’Opera al Rosso nel contemporaneo.