Maurizio Galimberti nasce a Meda,
provincia di Como, 48 anni fa. Esordisce utilizzando una fotocamera Widelux per
poi passare alla Polaroid, diventando ideatore dello specifico movimento
Polaroid Pro Art. Grande sperimentatore, autore di una fotografia
manipolata “pittoricamente”, Galimberti è soprattutto noto per i suoi ritratti
ed i paesaggi a “mosaico”.
Galimberti è anche il ritrattista dei divi
di Hollywood, grazie alla sua assidua collaborazione con la Mostra del Cinema
di Venezia. Questa sua forte creatività appassiona e coinvolge importanti nomi
del mondo del’industria che ne sfruttano subito il suo genio creativo.
Nel tempo numerosi sono stati i premi e i
riconoscimenti nel campo fotografico e artistico.
Le sue opere fanno parte delle più
importanti collezioni di fotografie.
“…..Mi piace definirmi un “pittore”
che utilizza la fotografia per esprimersi, per raccontare delle emozioni…..la
foto deve lasciare la porta socchiusa all’immaginazione di chi ne usufruisce.
Per di più, la risposta non è una, ma sono cento, mille, perché tante sono le
possibilità d’elaborazione. L’imperfetto, invece, è tutta un’altra cosa…
Quel qualcosa che ti porta dentro l’immagine e ti fa sognare…….Da quando si
scatta a, quando l’immagine si solidifica passano circa due minuti e in quel
breve lasso di tempo, facendo pressione con bastoncini di legno o con delle
punte, si possono ottenere risultati incredibili.
La Polaroid è fatta da 23 micro-strati che
sviluppano 5mila reazioni chimiche: agendo su questi strati si può alterare la
chimica in modi diversi……..La Polaroid ha densità, sangue e materia, permette
di fare scatti con colori straordinari……..Se vuoi avere un grandangolo fai un
passo indietro, se vuoi avere un tele fai un passo in avanti e se non puoi fare
né un passo avanti né uno indietro vuol dire che quella foto non era destinata
a nascere. Il quotidiano offre ai nostri occhi miliardi di foto, se qualcuna
per un fatto tecnico non si può fare, pazienza…….”