Emanuela Fiorelli
(Roma, 1970) . Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1993. Del
1996 è la sua prima mostra personale, dove compare già la spinta ad ampliare la
dimensione della profondità. Ma il passaggio decisivo avviene sdoppiando la
superficie di lavoro in due teli, in modo da creare spazio vero, la cui
struttura è resa visibile da un’intricata trama di fili, ma soprattutto dalla
trasparenza della tarlatana. La conoscenza delle opere di grandi architetti
come Libeskind, Zaha Hadid, Frank O. Gehry, Peter Eisenman, e di artisti visivi
come Rachel Whiteread, Gordon Matta-Clark e, prima ancora, dell’opera di
Bonalumi e Castellani, le fa intraprendere percorsi che toccano simultaneamente
e liberamente la pittura, la scultura, l’installazione e l’architettura. Nel
2004 ha vinto il “Premio Accademia di San Luca per la Pittura” .
Il lavoro di
Emanuela Fiorelli affonda le sue radici nello Spazialismo di Fontana e negli
sviluppi “oggettuali” che esso produce nel lavoro di Bonalumi e Castellani,
oltre che nelle innovazioni scientifico.
Il lavoro di
Emanuela Fiorelli si basa su due dogmi:
l'accrescimento nell'uomo di una generale consapevolezza percettiva, dall'altro
l'approfondimento scientifico-progettuale di tutto ciò che concerne
l'esperienza degli eventi visivi, espresso attraverso un vocabolario
rigorosamente aniconico.